lunes, 7 de enero de 2013

Caffé Degli Specchi


a Rocío

Seduto alla terrazza dello caffè.
Trovo accanto un irlandese, un uomo
nato a Dublino, sorridente, assorbito.
Nella mia tàvola un libro di Umberto Saba.
Immaginate Numancia, Soria, Navalafuente.
Sono, eternamente,
Castello di Miramare, Udine, Gorizia.
Sento la fragilità, il crepuscolo della vita.
La Piazza Unità d'Italia erige il tempo,
riacquista la bellezza del mondo.
Quélla degli specchi, d’il mare, degli luci, dal'alba.
Voglio stare da solo, disinvestirme dal ieri.
Maduro da malinconia sento la delicatezza della luna,
le voci, l'effimero, l’aria.
Nasce, canta il anima li dii e l’eroi
e l’implorante stelle. Tutto è trasparente.
La mia mano, come nei rituali, chiede la pipa,
l'ordine dello spirito, l'abitudine d'amore
che solleva sua favola nella mitologia d’autunno.
Domani lascerò questa città, questo sogno.
Una donna, giovane ed elegante, attraversa la piazza.
Qualcosa d’immortale nella bellezza della terra.

Carlos Penelas
Traducción: Jorge E. Sanguinetti


Este poema, hasta ahora inédito, formará parte de Poemas de Trieste, próximo libro de Carlos Penelas

1 comentario:

  1. Carlos Penelas:
    Los momentos de calma y observación, desde un espacio confortable, permiten intuir la majestuosidad del entorno adyacente.
    Esa plaza es mucho más que el espacio físico que se presenta ante la vista del observador, es un monumento histórico, escenario de miles de historias, quizá valiosas unicamente para quienes las vivieron.
    Y ese lugar magnífico sigue vivo, aun hoy, una mujer hermosa le agrega su encanto...
    Quizá solo hablo de vivencias propias, en alguna modesta plaza del interior argentino.
    Si es así, ha sido la magia del poema, que llegó a mi corazón.
    Un gran abrazo y buen 2013.

    PD:
    Estoy por leer Destino del silencio (Poesía reunida, pág. 31)

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